
Cristo si schiera con l’adultera.
Sono i sacerdoti a presentarla a Cristo.
E’ una mattinata di libertà,
è una mattinata di vero coraggio,
è una mattinata serena di liberazione
e i sacerdoti non potevano sospettare l’impossibile.
Ecco dicono i sommi sacerdoti:
“L’abbiamo colta in flagrante adulterio,
l’abbiamo colta in pieno adulterio”.
Come possono i sacerdoti cogliere una donna in adulterio?
In mattinata, all’aperto, in pieno tempio.
Come è possibile scendere dal tempio
ed essere accusata di un così chiaro coinvolgimento?
I sommi sacerdoti sanno troppe cose che il cuore non sa.
Cristo non comprende,
muto scrive sulla sabbia.
Quante cose si scrivono sulla sabbia
e le onde subito cancellano.
Cristo insiste sotto quella scalinata del tempio.
Pesano addosso, non solo a quella donna, gli adulteri del mondo.
Scrive ancora e nessuno si stupisce di quella insistenza.
Poi si alza e ritto dinanzi ai sacerdoti urla:
“ Chi di voi non ha peccato, getti per primo la pietra contro questa donna”.
Dai più anziani e via di seguito, dal più grande al più piccolo quelli se ne vanno muti con i loro peccati.
Interviene Cristo:”Donna dove sono”?
Il soggetto è chiaro. Dove sono i tuoi peccati?
La donna è piena di gioia. E’ libera da ogni peccato.
Gesù insiste:” Donna sei libera, nessuno ti accusa.
La felicità è piena di letizia.
Chi mi guiderà all’infinito?
Come cantare nel cuore,
quando è avvilito e tumefatto di dolori?
Sono avvolto con il manto della giustizia.
Lo spirito è il silenzio che dà coraggio
e assapora un istante dell’universo.
Ora germoglio i semi della profondità
e i suoi fiori profumano bontà.
Sono sposo della giustizia
e mi cinge lo spirito di lealtà.
Si chiama mattino il giorno che non finisce mai.
E’ ricco di luce, è ricco di bontà e ricco di innocenza.
Niente a che fare con la musica
che strepita chiasso.
Non c’è più musica, non c’è più canto.
Niente a che fare
con tutto ciò che ti circonda di nullità.
Apriti allo spirito e sarai felice per sempre.
Paolo Turturro