
Il tuo potere ha origine nella paura
di esserti un ostacolo.
Sono libero di pensare,
mi basta la mia solitudine
e sono vincitore di me stesso.
Il meglio di noi è il silenzio.
Gli istinti non possono vincere l’amore.
Quelli che pensano il male
sono una pietra, meglio una cava di pietre.
Il nulla fa di te un deserto di cenere.
Io abito il giorno senza il tramonto.
Tutti noi cadiamo a terra con le ali bruciate.
Come versare nel cuore la tua sapienza?
Nulla è più triste di questo mistero.
Fino a quanto il mio cuore sopporterà il buio
e i sensi finiranno di piacere?
Tu corri a franare l’abisso
che sempre in me incombe.
Anche il mare nel profondo mi inghiotta,
sono solo in questo eterno nulla.
Tu non sei una costellazioni,
perché profondo tu sei dentro di me.
Tu ami e non conosci il peccato,
in te è proibito per me peccare.
Sei fiamma che non si spegne,
sei dire che non mentisce.
Sento i tuoi passi,
non come quelli sentiti di Adamo.
Sento i tuoi passi come corde di violino,
sempre silenziosi a vibrare.
Noi siamo miracolo di lasciarci amare.
Dio stipula un’alleanza con ognuno di noi.
Guarda il cielo disse Dio ad Abramo
e conta le stelle,
se riesci a contale, tale sarà la tua discendenza.
Dio non dimentica l’uomo,
in ogni momento gli è vicino.
Non basta contare le stelle
per avere la sicurezza della bontà di Dio.
Cristo ci trasfigura nel suo corpo glorioso.
E’ l’esperienza di Gesù che pregando
cambiò il suo volto.
La preghiera ci dona il volto di Cristo
e anche noi splenderemo come lui.
Ciò che conta è che noi siamo eterni.
Le orchestre sono delle sinfonie
negli ultimi canti del tempo.
La notte finalmente è esiliata nel nulla.
Nessuno è nel labirinto senza fine.
Io a pensare di salvarmi
nel franare dei miei sensi,
come un naufrago che urla la vita,
e tu ad amarmi profondamente in eterno.
Paolo Turturro